Parchi

Parco Montemarcello-Magra

A confine tra Liguria e Toscana, il Parco Montemarcello-Magra include un territorio di 4320 ettari, ricco di valenze naturali, storiche e culturali, attraversando i confini di ben 18 comuni: Ameglia, Arcola, Beverino, Bolano, Borghetto Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Carro, Carrodano, Follo, Lerici, Pignone, Riccò del Golfo, Rocchetta Vara, Santo Stefano Magra, Sarzana, Sesta Godano e Vezzano Ligure. Il mare e la costa con borghi marinari di forte attrattiva e incantevoli spiagge lasciano il posto alla Val di Magra con le sue zone umide ricche di biodiversità e nell´entroterra alle verdi colline della Val di Vara. Oltre all´area fluviale di grande pregio naturalistico e storico-culturale è il Promontorio del Caprione ideale punto di partenza per molte escursioni. Ma il Parco non è solo un insieme di paesaggi unici, è anche un laboratorio di progetti certificati di conservazione e riqualificazione ambientale che ruotano sul Centro Regionale Fauna Minore, sull´Orto botanico di Montemarcello e sul Centro Studi sulle aree protette e gli ambienti fluviali, punto di riferimento per i parchi fluviali italiani.

Oasi Lipu - Area attrezzata S. Genesio (Arcola)

Si tratta di un´area perifluviale, situata all´interno del Parco di Montemarcello-Magra, nel territorio del comune di Arcola, in sponda destra del fiume Magra ed è caratterizzata dalla presenza di un fitto bosco ripariale molto importante per la sosta dell´avifauna. è raggiungibile dall´uscita autostradale di Sarzana seguendo le indicazioni per Arcola e quindi per Parco Fluviale, l´area attrezzata loc. San Genesio e l´Oasi Lipu.

Nell´area si trova l´Oasi Lipu di San Genesio di Arcola una struttura gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e aperta ai visitatori venerdì, sabato e domenica mattina e pomeriggio. L´oasi e il centro visite sono un punto di riferimento per tutti gli appassionati di natura, per la comunità locale e per tutte le scuole del territorio.

L´area è accessibile e fruibile da parte di tutti grazie alla presenza di parcheggi, aree di sosta, percorsi ginnici (una vera palestra nel verde su un tracciato della lunghezza di circa 330 m), percorsi pedonali e la predisposizione di una segnaletica direzionale e didattica appositamente studiata. Accanto alla tradizionale cartellonistica, tutta l´area è dotata di targhe Braille che segnalano tutte le variazioni del percorso, le tappe e le piazzole. Altre targhe illustrano la flora e la fauna di questo tratto del fiume Magra. Vi sono anche pannelli con mappe tattili che contengono una cartina in rilievo dell´area sulla quale sono indicati i luoghi di interesse, le aree attrezzate, le aree di sosta, oltre ai relativi percorsi di accesso.

Sentieri

Sentiero Tellaro, Ameglia, La Serra

Sentiero molto bello, vario e di media percorrenza (circa 9 chilometri), è quello che da Tellaro porta a Zanego, e successivamente ad Ameglia e a La Serra, per poi concludersi ad anello nel punto di partenza in Tellaro. Il tempo di percorrenza per chi ha un buon passo e senza soste è di circa 2 ore e 30 minuti (anello completo). Il terreno è nella prima parte costituito prevalentemente da fondo sassoso ben assestato, per poi diventare a fondo terroso e nella parte centrale da stradine di cemento e asfaltate, per poi tornare ad essere a fondo terroso con sassi sparsi nella parte finale.

Itinerario: al termine della piazzetta centrale del paese di Tellaro si sale a sinistra in direzione est lungo via Matteotti in mattoni rossi (sentiero n. 3h), terminata la quale inizia il vero e proprio sentiero/mulattiera che in questo tratto presenta la sua parte più faticosa, con una lunga scalinata lastricata con sassi fino a superare il "piastrone" di Tellaro su una bellissima baia mozzafiato. Raggiunto l'incrocio con il sentiero n. 4 (chiuso per frane) si continua la salita sulla sinistra fino ad incrociare il sentiero n. 3 dove bisogna svoltare a destra.

Dopo un leggero tratto pianeggiante, da dove peraltro si può godere dell'eccezionale visione di Tellaro e delle isole Palmaria, del Tino e del Tinetto dall'alto, il sentiero ricomincia a salire leggermente a sinistra lungo il dorsale tra rare abitazioni in pietra, fino ad arrivare alla strada asfaltata in località Zanego che prende il nome anche di "quattro strade", poiché da questo punto è possibile raggiungere sempre tramite sentieri Ameglia, il Monte Murlo, il Forte della Rocchetta e Tellaro.

Giunti a questo punto bisogna attraversare la strada asfaltata, prendendo il viottolo che scende a sinstra al fianco di un piccolo altare con campana posto all'aperto. La stradina lungo una cinta muraria diviene ben presto uno stretto sentiero (n. 2b) che velocemente in discesa arriva alle prime case dell'abitato di Ameglia. Oltrepassate poche case il sentiero n. 2 riprende a salire sulla sinistra lungo una cinta muraria, per chi invece volesse visitare l'antico borgo di Ameglia deve andare a destra lungo la strada asfaltata (via Camillo Benso Conte di Cavour) che in breve porta al centro del borgo, nella piazza della Libertà.

Riprendendo l'itinerario, dopo un primo tratto iniziale molto ripido, il sentiero n.2 (Altavia del Golfo) sale a mezza costa lungo il Monte Rocchetta per un lungo tratto immerso in un bellissimo bosco di querce interrotto ogni tanto da qualche radura. Terminato il bosco il sentiero diventa una piccola stradina che risale un vallone tra rare case, piccolli appezzamenti coltivati e radure tra il bosco circostante.

Giunti al valico su strada asfaltata, di fronte ad una piccola chiesa sulla destra, si inizia la discesa lungo la medesima strada in direzione La Serra. Dopo un centinaio di metri, si diparte un sentiero sulla sinistra che affianca la strada asfaltata fino al seguente tornante per poi abbandonarla proseguendo sulla sinistra al fianco del cancello di una villa. Si prosegue fino a superare un piccolo boschetto, finito il quale si sbuca in una piccola stradina in discesa tra le prime abitazioni e coltivazioni di La Serra.

Superato tutto il borgo antico di La Serra, peraltro molto caratteristico, seguire la Via della Fonte, al cui termine si sbuca sulla strada asfaltata che collega il paese a Montemarcello. Attraversata la strada asfaltata scendere dalla scalette in cemento per tornare nuovamente sul sentiero, restare in quota e proseguire fino alle case successive che si trovano adiacenti alla strada asfaltata e qui prendere il sentiero che si diparte sulla destra e si allontana da La Serra. Superato un primo tratto tra le coltivazioni di olivo si entra in un breve bosco in discesa, finito il quale si prosegue fino ad affiancare una casetta in pietra, qui volendo si scende sulla destra per arrivare alle antiche rovine dell'abitato di Barbazzano e proseguendo oltre in località Fiascherino lungo una ripida discesa. Per tornare a Tellaro invece bisogna proseguire dritti accostando il muro di cinta di una villa e restando sempre in quota tra piccoli sali scendi, si arriva all'abitato abbandonato di Portesone lasciato per la peste nel 1500 ed ora avvolto dai rampicanti.

In questo punto scendere a destra tra le antiche mura abbandonate e dopo un breve tratto in discesa si sbuca alle spalle di Tellaro. Svoltanto a destra si arriva al parcheggio del paese (fronte cimitero), mentre proseguendo dritto lungo la scalinata in discesa di via della Fonte, si arriva a pochi passi dal centro di Tellaro sulla sinistra, dove ha termine la passeggiata.

Il promontorio del Caprione, sospeso tra fiume e mare

Un breve itinerario che attraversa uno dei tratti più belli del territorio spezzino e che dal fiume Magra vi porta nel Golfo dei Poeti.

Questo itinerario rappresenta l'esplorazione di uno degli habitat più interessanti dello splendido territorio del Golfo dei Poeti, ovvero il promontorio del Caprione, barriera naturale tra la baia spezzina e il bacino del fiume Magra. La particolare posizione conferisce alla zona una grande biodiversità, con animali e piante che si alternano nel susseguirsi dell'ambiente marino, fluviale o collinare. E anche le vedute di cui potrete godere variano dalla scintillante linea dell'orizzonte tracciata dal mare, e interrotta solamente dalle isole di Porto Venere o dalle imbarcazioni, sino al frastagliato profilo delle Apuane, con le loro cime aguzze e filanti.

Il punto di partenza del percorso è il borgo di Ameglia, che raggiunse il massimo del suo splendore nel periodo dell'alto medioevo quando il castello divenne possesso e dimora vescovile. Intorno al 1315 è probabile la presenza di Dante Alighieri, nella frazione di Bocca di Magra. Successivamente Ameglia passò sotto il controllo di numerose signorie, sino all'acquisto da parte del banco di San Giorgio nel XV secolo. Oggi Ameglia mantiene il fascino della sua storia e ha guadagnato un ruolo importante per il mantenimento dell'ambiente circostante, inserito per gran parte all'interno del Parco naturale di Montemarcello − Magra.

La strada che porta al paese di Ameglia è stretta e tortuosa, per cui è necessario fare attenzione durante la salita, ma dopo aver lasciato alle spalle il centro abitato la striscia di asfalto si fa più larga e i cambi di direzione più dolci, sino a giungere, dopo pochi chilometri, ad una rettilineo dal quale si gode una vista che lascia senza fiato. A distendersi oltre l'ultimo tratto del fiume Magra, c'è la spianata di Sarzana che all'epoca dell'impero Romano diede i natali a Luni, una delle città più ricche e splendenti del mondo allora conosciuto. Nelle giornate più terse la vista si può spingere lontano, più in là delle Apuane, scorgendo le coste toscane sino a Livorno, uno spettacolo che da il suo meglio nelle ore serali, quando le luci disegnano un arco quasi infinito.

Poche curve e giungiamo a Montemarcello, annoverato tra i Borghi più belli d'Italia, che si affaccia sul mare dal punto più esposto del promontorio: lo stato di conservazione è splendido e girovagare per le viuzze da l'impressione di entrare in un quadro naif. Nei dintorni del paese la natura è protagonista con le insenature incontaminate di punta Corvo e l'orto botanico del Parco Montemarcello − Magra, raggiungibile con un sentiero che inizia a poca distanza dal centro abitato.

La strada prosegue sorvolando le scogliere, immersa nella macchia mediterranea, e a tratti la vegetazione lascia intravedere il borgo di Lerici e il golfo della Spezia, con le isole Palmaria, Tino e Tinetto che galleggiano di fronte a Porto Venere.

Un paio di curve prima di raggiungere Lerici, meta del nostro cammino, c'è il bivio per Tellaro, un altro dei Borghi più belli d'Italia, un'occasione unica di visitare due perle italiane nel giro di pochissimi chilometri.

Una volta arrivati sul lungomare di Lerici, l'imponente castello, ne siamo certi, calamiterà la vostra attenzione.

Da Bocca di Magra a Lerici

Dalla chiesa di Sant'Andrea di Bocca di Magra si attraversa il borgo salendo verso Montemarcello. Si entra in un bosco di robinie e si giunge su una strada asfaltata. Continuando a salire si interseca più volte la carrozzabile fino ad arrivare al monastero di Santa Croce. Lo si costeggia sulla destra una volta davanti al cancello e si continua a seguire la segnalatica biancarossa, ben evidente anche all'incorcio con altri sentieri.

Il percorso si fa un po' più impegnativo, salendo nel parco di Montermarcello tra pini d'Aleppo, macchia mediterranea e olivi. Arrivati a Montemarcello in un'ora, si attraversa il borgo fino al parcheggio, continuando lungo la strada asfaltata fino ad incontrare ancora il sentiero, che prende in discesa sulla destra. Dopo aver incontrato la carrozzabile nei pressi del cimitero, la si attraversa girando a destra fino al cartello che segnala l'orto botanico. Cominica una ripida salita, tra oliveti abbandonati verso Monte Murlo (365 mt) e la foresteria dell'orto botanico. Il sentiero continua ripidamente in discesa dove si trova il traliccio della video sorveglianza, ancora tra oliveti e case abbandonte e muri a secco crollati. Arrivati a La Serra, si prende a sinistra incrociando la strada asfaltata e quindi a un bivio si seguono le indicazione per Lerici, proseguendo lungo una sterrata ben tenuta. Ad ogni bivio si tiene la destra, seguendo sempre la segnaletica fino a Lerici.
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